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A Santa Clara ( Paraguay ) si incontrano i giarratanesi di ogni età. Pieno successo della missione promossa dal Comune di Giarratana.

Sono William Ansaldi, laureato in lettere moderne e attore professionista in teatro, Giulia Denaro, laureata in lettera moderne, Marina Azzaro, laureata in storia dell’arte, Valeria Caravello, laureata in scienze e tecnologia dell’alimentazione, Elisa Vargetto, ingegnere, a comporre una delegazione di giovani inviati in missione culturale ad Asuncion e Santa Clara, in Paraguay, nell’ambito di un progetto fortemente voluto dal Comune di Giarratana, e dal suo sindaco Pino Lia in particolare, in collaborazione con la Rete Regionale dei Musei dell’Emigrazione, e con il patrocinio dell’Ass. Regionale al Lavoro.

Incontri , interviste, raccolta di dati e testimonianze di ogni genere, dalla gastronomia di un tempo al vissuto religioso dei primi antenati, ricerca delle tradizioni siciliane tramandate a partire dai primi decenni del novecento, scambio di informazioni e opinioni con i pari età discendenti dalla prime famiglie iblee partite per il lontano Paraguay, un susseguirsi di emozioni continue per i giovani componenti della delegazione, in una puntigliosa ricerca di quello che rimane dei tratti distintivi e dell’identità della prima ondata migratoria a cavallo dell’ottocento e del novecento, di cui fecero parte parecchi nuclei familiari di Giarratana. Una esperienza esaltante, impegnativa e estremamente foriera di ulteriori scambi, che si connota anche per una forte ricerca etnoantropologica. La delegazione si è impegnata ad approfondire le ricerche sui primi nuclei di giarratanesi, fino agli attuali discendenti, partendo da quanti sul finire del 1898 lasciarono il paesino montano e altri centri iblei per insediarsi nelle terre dell’antica colonia Trinacria, distante oltre 300 Km da Asuncion, nell’ambito di un progetto di colonizzazione agricola che prevedeva l’assegnazione di numerosi ettari di terra da bonificare.

Particolarmente emozionanti alcuni incontri , con anziani stimolati dai giovani giarratanesi a manifestare vecchi ricordi tramandati oralmente dagli avi, squarci degli usi e tradizioni importate dalla città natia, frasi del vecchio idioma siculo appresi e trasmessi da nonni e bisnonni; è stato anche curato un aggiornamento delle carte topografiche, che prelude alla realizzazione di un plastico da sistemare nel museo dell’emigrazione di Giarratana, di prossima apertura. Ospitati in varie famiglie di origine ragusana, i giovani hanno dato vita anche ad uno spettacolo a sfondo storico, in un percorso ideale dalla Sicilia dei Borboni a quella del Risorgimento, attraverso nenie e canzoni varie rese celebri dai cantastorie, dal titolo “ Vi Cuntu u Risorgimentu “,scritto e diretto dal prof. Marcello Sajia, che ha coordinato l’intero progetto per conto del Comune di Giarratana. Dopo una prima esibizione presso il Circolo italiano di Asuncion, lo spettacolo è stato riproposto nel villaggio di Santa Clara, uno dei centri dell’antica Colonia Trinacria, alla presenza di centinaia di siciliani di ogni età, con una nutrita presenza di giovani. Il locale Comitato Organizzatore, presieduto dalla prof.ssa Amancia Vera, giarratanese di quarta generazione, ha predisposto un ricco e variegato programma per accogliere al meglio la delegazione iblea. Nel corso della manifestazione è stato annunciato il prossimo conferimento della cittadinanza onoraria al sindaco Giuseppe Lia da parte del Comune di Gen. Elisandro Aquino, a merito degli scambi culturali promossi con i lontani concittadini. A Santa Clara è stato anche inaugurato con una festosa cerimonia popolare il Museo dell’Emigrazione, ove verranno collocati ricordi e testimonianze di un antico passato. La missione culturale si inserisce nel quadro dei rapporti di interscambio intessuti dalla Rete Regionale dei Musei dell’Emigrazione e dall’Ass.Ragusani nel Mondo, che ha consentito di fare piena luce sulla presenza di una folta comunità iblea derivata nel lontano Paraguay. E proprio le predette Istituzioni collaboreranno con il Comune di Giarratana per ospitare nel prossimo mese di ottobre venti giovani paraguaiani di origine siciliana, in buona parte di origine iblea. Un sogno che per tanti ragazzi diventa realtà, quello di conoscere la terra da cui partirono i loro avi.

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